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Il MOSTRISMO NELL'ARTE

di Sara Montani                                                                                         

 

Leggendo l’inserto de Il Sole-24 ore di domenica 2 gennaio 2005, annoto alcuni stralci di frasi che mi lasciano… in bilico. Le riporto.

 

 Il mostrismo darà all’arte il colpo finale? Chiede Angela Vettese.

“…nonostante la buona volontà dei nostri piccoli centri espositivi, da noi dilaga un mostrismo mediocre ed è evidente che qualcuno ci guadagna: immagini per le amministrazioni locali, denaro per chi organizza gli eventi.

La ricetta non ammette deroghe. L’esposizione deve proporre artisti noti, sovente con la formula “capolavori da/a” che promette un passaggio rapido ma istruttivo. … Ai muri tre opere buone.

Poi taccuini, disegnini, ricordini, altre opere di seconda scelta….

Il comitato scientifico deve essere connivente, indifferente o assente. Una fetta enorme di budget va destinata alla promozione.

... Sede espositiva un bel palazzo, raramente un centro espositivo dotato di un proprio staff.

Noi della stampa ci caschiamo sempre.

…Così schiere di appassionati de L’Isola dei famosi si alzano dal divano e si trasformano in plotoni di cultori dell’arte, fieri di guadagnare autostima, col sacrificio di mezzo pomeriggio.

… Poche le critiche anche da voci autorevoli: in Italia la comunità di chi studia arte contemporanea da posizioni credibili è piccola… le mostre più originali passano inosservate…. Mentre spopolano quelle finalizzate al botteghino.

…Improbabile che il businnes torni indietro: pare che renda bene il senso di inadeguatezza del pubblico, nonché di amministrazioni che rifuggono dal finanziare un museo vero.”

 

Noi del pubblico ci caschiamo sempre! E l’inadeguatezza si conforta con l’autostima!!!

 

In un’altra pagina invece domanda Als Ob: Ci libereremo della tivù deficiente?

Concludendo poi così:“… E’ l’audience che traccia il solco, ma è la spazzatura che lo difende.

Su questo nessuno si permette dubbi.

… In ogni caso la parola d’ordine resti immutata: vendere, istupidire, trasmettere.

… il pattume spende radioso… e se proprio vi dà fastidio il fetore, trattenete il respiro.

… vendere, istupidire, trasmettere: è questo il futuro. Ma solo a patto che i televisionari…continuino a mostrarsi orgogliosi di se stessi senza cedere alla malinconia dei disfattisti.”

 

“è questo il futuro”!  Solo mi chiedo sino a quando sarà possibile “trattenere il respiro”e dopo?

Il dubbio è che, il dopo, forse, non sia destinato a venire. E se i disfattisti non fossero poi così malinconici mostrandosi anche solo un poco più allegri?

 

Devo, bisogna, fermarsi a riflettere, non a voltare le pagine.

                                                                                                                                      Sara Montani