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I miei primi interessi per
l’arte mi hanno portato ad esprimermi con il colore.
Le ragazze di buona
famiglia, una volta, studiavano il pianoforte e la pittura.
Esercitavano anche l’arte
del ricamo ma io non avendo mai avuto grande confidenza con aghi e fili,
appena ho potuto, per i bottoni o altro, ho delegato mio marito, che anche
lui, guarda caso, ha scelto di fare il pittore.
Da alcuni decenni, invece,
sono rimasta affascinata dall’argilla anche perché il rapporto tattile con
la terra mi permette di accarezzarne la materia durante la fase creativa.
La luce, come in Medardo
Rosso, crea i piani nei miei lavori e permette di vedere, attraverso i
giochi delle ombre, ancora un rapporto col colore.
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